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Roma, operazione ‘Charun’, finiscono in carcere in 13

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Dalle prime di questa mattina (7 maggio), i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. nei confronti di tredici persone. Sono tutti indiziati come appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, all’autoriciclaggio dei proventi illeciti e alla detenzione abusiva di armi.

Le indagini sono nate a seguito di accertamenti economico-patrimoniali che hanno sottolineato una discrepanza rispetto ai redditi dichiarati dalle persone coinvolte. I loro guadagni illeciti, infatti, erano tali da dover essere riciclati  nell’acquisto di due negozi di generi alimentari (nei quartieri romani di Talenti e Conca d’Oro), una pescheria (nel quartiere Talenti) e due locali commerciali ubicati nel porto turistico di Ostia.

L’analisi dei flussi finanziari e della documentazione extracontabile, le intercettazioni telefoniche, la videosorveglianza e i pedinamenti hanno consentito di identificare C.Z. classe ’61, originario di Fondi con precedenti penali. L’uomo, beneficiario della ‘detenzione terapeutica’ presso una Comunità di recupero di Roma per detenuti tossicodipendenti, è riuscito a promuovere e strutturare un sodalizio di 10 persone finalizzato al traffico di cocaina e hashish sia all’interno della Capitale che nella città di Frosinone.

Il cortile della Comunità si è trasformato nel quartier generale del gruppo criminale, dove veniva gestito settimanalmente il giro d’affari attraverso la collaborazione di F.G. (classe ’71), F.R. (classe ’93) e M.M. (classe ’70) i quali mantenevano la ‘cassa’ del sodalizio, curavano i rapporti con un altro fornitore (M.R., classe ’75), gestivano i luoghi dedicati alla custodia della ‘merce’, delle armi e distribuivano lo stupefacente ai loro pusher (F.D.P., classe ’86, F.P., classe ’74, R.M., classe ’72, A.A., classe ‘72, S.A., classe ‘79).

Questi procedevano poi – attraverso ulteriori fidati e collaudati canali – allo spaccio sul territorio, mediante la compartecipazione di S.R. (classe ’96), D.D.P. (classe ’95) e M.D.A. (classe ’67). Il ‘covo’ del sodalizio era un’autorimessa dove sono stati ritrovati stupefacenti, stupefacenti e la contabilità dei traffici illeciti.

Inoltre, il sodale F.P. è stato intercettato e tratto in arresto nell’Aeroporto di Fiumicino al rientro dal Cile con oltre 6 kg di cocaina purissima al seguito, abilmente occultati nel proprio bagaglio, all’interno di confezioni di prodotti per la persona, pronti a essere smerciati sul territorio romano con un verosimile profitto di circa 2 milioni di euro.

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