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Roma, i Casamonica raccontati da una vittima

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Un commerciante di arredamento di Roma è stato vittima delle estorsioni del clan dei Casamonica e ha raccontato al Gip Gaspare Sturzo il loro modus operandi all’interno dell’indagine ‘Gramigna Bis’ che ha portato in carcere 20 esponenti delle famiglie Casamonica, Di Silvio e Spada.

«Questo non è un gioco. E’ pura verità- ha raccontato agli inquirenti- I Casamonica oggi non fanno più usura con le minacce perché sanno di poter essere intercettati. Sono tutti collegati fra loro. Fanno bene i giornali a definirlo un clan. E vi ripeto non sono uno sprovveduto, faccio il commerciante da una vita e di furbetti ne ho trattati tanti ma, vi ripeto, loro sono degli abili soggiogatori.»

E ancora: «Un’altra tattica dei Casamonica è quella di farmi fare dei preventivi tutti superiori a dieci/quindicimila euro. Oggi vi dico che sono tutti pretesti perché fanno preventivi di complementi di arredo che non hanno un senso logico per arredare casa. Magari ti chiedono due sedie fatte in un modo e due sedie fatte in un altro, due tavoli diversi nello stesso salone […] Insomma tutto per superare almeno un importo di quindicimila euro. Ti mettono mille, duemila euro nelle mani per forza, anche se tu gli dici che è inutile perché ci vorrebbe del tempo per ricevere la merce. Sono talmente insistenti che quando ce l’hai al negozio, pur di mandarli via perché altrimenti i clienti ‘normali’ si allontanano, te li prendi».

L’imprenditore parla anche di Luciano Casamonica come una persona ‘di spessore’, diversa dagli altri della famiglia. Per questo, quando ne ha avuto il bisogno per arginare i soprusi degli altri Casamonica, la vittima ha chiesto aiuto a lui. «In quel periodo della mia vita, che sto cercando di cancellare, sentendomi con l’acqua alla gola mi sono rivolto a Luciano per avere un po’ di respiro con i suoi parenti. Per sdebitarmi, ho trattato Luciano come un cliente ‘privilegiato’ regalandogli nel tempo vari complementi d’arredo, anche di consistente valore.»

«Luciano è considerato un uomo di spessore da tutti i Casamonica. Lui è stato in una cena politica ospite di Alemanno perché ha fatto da tramite in un campo rom di Castel Romano mettendo d’accordo più occupanti provenienti da diverse etnie. Per questa opera di mediazione so che Luciano prese 30mila euro in contanti, che ho visto con i miei occhi, e 3mila euro al mese. […]»

 

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