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Roma, 4 arresti per associazione per delinquere, bancarotta e frode fiscale

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Facevano parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di fatti di bancarotta e frode fiscale, i quattro arrestati dai Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina, hanno avuto origine dal fallimento della “CUSCINETTI E COMPONENTI S.r.l.”, dichiarato alla fine del 2014 dal locale Tribunale, dedita alla commercializzazione di cuscinetti e componenti meccanici. Gli approfondimenti svolti hanno fatto emergere l’operatività di una decina di imprese – con sede in Italia, nella Repubblica di San Marino e in Svizzera – riconducibili a un unico sodalizio. In particolare, una volta accumulati ingenti debiti tributari, le bad companies venivano intestate a compiacenti “prestanome” e il “pacchetto” dei clienti veniva trasferito a nuove entità giuridiche, che, peraltro, avevano denominazioni molto simili alle precedenti. In ragione della sistematica evasione delle imposte – che non versavano – le società potevano vendere i prodotti a prezzi molto convenienti, inferiori del 15-20% rispetto a quelli praticati dalla concorrenza, alterando così il mercato del settore. Il Giudice per le Indagini Preliminari evidenzia la “spiccata propensione al crimine da parte degli indagati…i quali non hanno mostrato alcuna remora nell’utilizzare le diverse società allo scopo di realizzare il loro programma delinquenziale, evadendo imposte per somme di assoluto rilievo”, pari a oltre 14 milioni di euro. Sono finiti in carcere Francesco Rotundi di  di 66 anni, promotore, capo e organizzatore del sistema; Patrizia Retrosi di 56 anni, compagna del dominus, che curava la parte commerciale dell’attività e i rapporti con i clienti; arresti domiciliari, invece, per Augusto Seffer di anni 71 anni e Francesco Di Gruso 62 anni, “prestanome” cui è stato affidato l’incarico formale di amministratori in varie società del “gruppo”; obbligo di dimora nei confronti di Romolo Pivotto di 63 anni, anch’egli utilizzato per “coprire” la riconducibilità alla coppia di alcune imprese.

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