• Oggi è: martedì, maggio 21, 2019

Navigare veloce, ecco la situazione nel nostro territorio

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di Gianluca Bottiglieri

A che punto è la copertura del nostro territorio?

Piani regionali, progetti del Governo, investimenti milionari: negli ultimi anni sembra che si discuta soltanto della necessità di cablare il territorio, anche nelle nostre zone del basso pontino, interessate appunto da questi programmi decisamente ambiziosi, che mirano a garantire la connessione veloce a Internet a tutte le unità residenziali. Ma qual è la verità? E a che punto sono questi interventi?

Cablare il territorio

Partiamo proprio dai dati del Governo, e per la precisione dal piano di investimenti lanciato nel 2015 dal Ministero dello Sviluppo Economico per completare l’Agenda Europea 2020 (che prevede il raggiungimento del 100 per cento del territorio con la cablatura a 30 Megabyte di velocità). Ebbene, guardando il dato aggregato per l’intera provincia di Latina si scopre che l’obiettivo è ancora piuttosto lontano.

La situazione nella provincia di Latina

A luglio 2017, cioè in questi giorni, la copertura per le connessioni a 30 Mega arriva “solo” al 55 per cento della popolazione della nostra provincia, mentre la fibra ottica a 100 mega non raggiunge neppure lo 0,1 per cento degli abitanti. Il dato preoccupante è che tra 2015 e 2017 non c’è stato alcun incremento sensibile su questi parametri, nonostante appunto gli investimenti e le promesse.

Pochi progressi

Due anni fa, infatti, la quota di copertura del territorio era al 54 per cento, e quindi l’avanzamento in questi ventiquattro mesi è stato davvero molto basso. Difficile allo stato attuale pensare di raggiungere il tanto atteso 100 per cento previsto per il 2020, e soprattutto quel lontanissimo 71,85 per cento che è la quota fissata per la banda 100 Mega. Come “insegna” la matematica, lo scarto attuale con il target 30 Mega è di 45 punti percentuali, mentre per la banda a 100 Mbps è addirittura di 71 punti.

Eppur si muove

Un possibile miglioramento (e una boccata di ossigeno) potrebbe arrivare dall’ingresso sul mercato, anche locale, di nuovi e alternativi operatori privati, sulla scorta di quanto sta accadendo nelle regioni del Nord Italia; uno dei nomi più interessanti è quello di Eolo, che sta puntando sui servizi wireless per migliorare la copertura Adsl, ormai estesa in tredici regioni a livello nazionale e appena “approdata” anche nella nostra zona.

Il quadro generale

Fin qui abbiamo raccontato del quadro generale della provincia di Latina, ma ora andiamo ad approfondire il discorso legato alle singole performance dei Comuni del nostro territorio, grazie alla mappa interattiva realizzata dal Mise per monitorare l’avanzamento del Piano strategico Banda Ultra Larga, con tanto di “step” intermedi per verificare i progressi.

Da Fondi a Lenola, come avanza la copertura?

Partiamo dalla descrizione attuale della predisposizione delle unità abitative alla connessione veloce a 30 Mega; a Fondi siamo in netto ritardo, perché in questo luglio 2017 la diffusione raggiunge appena il 18,8 per cento del territorio (ma la situazione qui era molto critica, perché si partiva dallo 0 assoluto del 2015). Ancora più nero il quadro di Sperlonga, che risulta ancora non raggiunto da alcun intervento, così come Itri e Monte San Biagio, mentre a Lenola siamo arrivati al 5,2 per cento. Completamente diversa la cablatura di Campodimele, dove già il 93,8 per cento delle unità abitative può navigare veloce.

Sulla banda a 100 Mega siamo a zero

Siamo insomma nettamente al di sotto della media provinciale e di quella regionale (il Lazio è al 54,5 per cento) in quella che è l’infrastrutturazione più diffusa: superfluo dunque scrivere che per la banda larga a 100 Mega siamo praticamente a zero, in senso letterale. L’unica eccezione è rappresentata dal Comune di Fondi, dove questo tipo di connessione è disponibile già (si fa per dire) all’1,3 per cento delle famiglie. In definitiva, la connessione veloce e la banda larga faticano a farsi strada nel nostro territorio, con gli obiettivi promessi che dunque sembrano restare vane speranze.

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