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Monte San Biagio, antenne: esposti e sospetti

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di Valentina Teseo

Si sa, in un paese di seimila anime tutti sanno di tutti. Ma soprattutto, tutti hanno occhi per vedere. Eppure ci sono dinamiche poco chiare e offuscate da una nebbia fitta che ha impedito anche ai più attenti di guardare oltre. Monte san Biagio lotta da tempo contro il problema dell’inquinamento ambientale provocato dalle antenne presenti vicino al Castello, monumento storico che padroneggia su tutto il Paese. La salute dei monticellani è messa a dura prova da questi giganti di metallo. L’elettrosmog è una bestia invisibile impossibile da catturare, che agisce in modo subdolo e silenzioso.

Bisogna ammettere che l’Amministrazione Comunale ha preso in mano le redini del problema organizzando, ad esempio, un incontro nel novembre 2015 con i rappresentanti di Lega Ambiente e con il comitato promotore della raccolta firme contro le antenne. Al centro del confronto c’è stato il Regolamento Campi Elettromagnetici (CEM) che disciplina il corretto insediamento urbanistico, ambientale e territoriale degli impianti di telefonia mobile originanti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Una decisione nobilissima, che però ha tralasciato alcuni punti.

Tra le antenne presenti in località Castello c’è quella della RAI, presa in considerazione durante l’incontro, ma non è l’unica ad essere presente sul territorio. Poco distanti ci sono delle “antenne fantasma” di cui nessuno parla. La principale differenza è che mentre la Rai si trova su un terreno comunale, le altre antenne sono presenti su un terreno demaniale, ma questa nota a margine di un foglio fitto di guerre di interessi, sembra scritta in trasparenza, come quando da bambini si giocava ai detective e solo della polvere di caffè potrebbe ora far emergere i tratti di penna. Un privato, più attento, se di attenzione vogliamo parlare, è riuscito a leggere la scritta molto semplicemente, andando ad informarsi presso il catasto, e, con un esposto al Comando di Polizia Locale, ha chiesto di effettuare un sopralluogo su terreno in via Portone, in modo particolare sulla porzione di particella dove sono presenti le antenne, al fine di verificare la presenza di ripetitori di segnale, l’esistenza di un regolare rapporto contrattuale posto alla base del posizionamenti  delle stesse e, soprattutto, di individuare i soggetti che beneficiano dei proventi derivanti da tale contratto.

Il punto sarebbe dunque questo: a Monte san Biagio ci sono delle antenne allocate su un terreno demaniale, invisibili agli occhi dei politici, e poi ci sarebbero dei privati che trarrebbero dei profitti dai contratti di affitto dei ripetitori. Ciò momentaneamente resta un’ipotesi non confermata, ma grazie ai dovuti controlli della Polizia Locale e dell’Ufficio Tecnico del Comune tutto dovrebbe risultare più chiaro e trasparente nel rispetto dei cittadini e del Paese intero.

 

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