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Legge Delrio, il vice presidente della provincia di Latina Vincenzo Carnevale e i presidenti delle province di Frosinone, Rieti e Viterbo incontrano Daniele Leodori, vice governatore del Lazio

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Motivo dell’incontro la consegna al numero due della pisana di un documento che richiede una rivisitazione dell’impianto normativo disposto proprio dalla legge 56/2014

Nella giornata di oggi (lunedì 27 gennaio), il vice presidente della provincia di Latina, Vincenzo Carnevale (foto sopra) e i presidenti delle province di Rieti, Viterbo e Frosinone, in rappresentanza dell’Unione Province Italiane del Lazio, hanno incontrato il vice governatore della regione, Daniele Leodori. Motivo dell’incontro la consegna, al vice di Zingaretti, del documento redatto proprio dall’UPI Lazio in cui si evidenzia la necessità di una profonda rivisitazione dell’impianto normativo disposto dalla legge 56/2014 chiamata comunemente Delrio. La legge, in sostanza, ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale. Nella premessa/considerazione del documento presentato alla regione, l’UPI Lazio scrive: “Le leggi regionali di attuazione hanno portato in generale ad un consistente accentramento dell’amministrazione a livello regionale e non hanno sviluppato le indicazioni significative pure contenute nei commi 88 e 90 della legge n. 56/14, che indicavano i nuovi enti di area vasta di secondo livello come l’ambito proprio in cui riorganizzare in modo appropriato le funzioni di stazione unica appaltante, di gestione dei concorsi, di riordino dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Un documento, quello redatto e presentato dall’Unione Province Italiane del Lazio che, inviato anche all’attenzione della Città Metropolitana di Roma, richiede anche e soprattutto un canale di collegamento tra l’Ente Regione, le stesse Province e la città di Roma, che consenta di gestire correttamente il processo di razionalizzazione delle funzioni di coordinamento del territorio. «Quello con Leodori è stato un incontro sereno e pacato – dichiara Carnevale – nel quale il protagonista assoluto doveva essere ed è stato il documento realizzato dall’UPI Lazio. Si tratta di una istanza che si basa su determinate necessità che sono scaturite dopo l’applicazione della legge 56/14. Serve, in modo imprescindibile, una coesione tra il governo della regione e quello delle provincie, città metropolitana di Roma inclusa, che possa rispondere in modo immediato alle esigenze dei cittadini. Per fare questo è importante, come citiamo nel documento: “attribuire un ruolo più forte nel rapporto con i Comuni, in un’ottica di semplificazione di tutto il sistema di governo locale. Accanto alle funzioni di raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnica ed amministrativa agli enti locali del territorio, anche le funzioni di stazione uniche appaltanti e di gestione dei concorsi, il piano per la definizione degli ambiti della gestione associata delle funzioni comunali e tutte le altre funzioni conoscitive, strumentali e di controllo che possono essere svolte in forma più adeguata in ambito provinciale”. Il documento inoltre sottolinea anche altre problematiche da affrontare che, nonostante non siano preminenti rispetto al focus evidenziato sopra, restano comunque poco chiare e sono sempre legate ai rapporti tra Regione e Provincie, come: utilizzo, sotto varie forme di personale regionale nelle materie delegate, o comunque attraverso comandi o distacchi per ulteriori esigenze; chiara definizione dell’impiego del personale della polizia locale nelle attività di vigilanza e controllo non più riferibili ad un solo ente; razionalizzazione del patrimonio immobiliare ove sono collocati gli uffici preposti alle funzioni delegate; ed infine, solo per citare ulteriori materie: produzione di energia da fonti rinnovabili, gestione dei parchi naturali, gestione del demanio idrico; concessioni di derivazione delle acque pubbliche, piano assetto idrogeologico, vincolo idrogeologico e forestale, pianificazione territoriale».

 

 

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