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Intervista esclusiva a Nicola Giampaolo, Postulatore della Causa di Moro

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9 maggio 1978 – Il corpo senza vita dell’Onorevole Aldo Modo viene ritrovato senza vita nella Renault 4 Rossa, in via Caetani, nel cuore di Roma. A distanza di 41 anni molte restano e sono ancora le dinamiche e la verità da chiarire su uno dei Casi politici più famosi e complessi della Storia della Repubblica Italiana.

In esclusiva, il prof. Fabio Arduini, docente di Lettere dell’Istituto “Santa Maria” di Roma, dopo le dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Maria Fida Moro, figlia del compianto statista, ha intervistato il dott. Nicola Giampaolo, Postulatore Ufficiale della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Aldo Moro, politico e stagista conosciuto e amato anche in terra pontina, in particolare a Terracina, città in cui trascorreva le sue vacanze estive.

– Dott. Giampaolo, procediamo per gradi. È lei il Postulatore Ufficiale del processo di Beatificazione e di Canonizzazione di Aldo Moro?

«Per chiarezza dei fatti, io, in qualità di postulatore, sono iscritto al collegio dei postulatori e accreditato presso la Santa Sede al Dicastero della Congregazione delle Cause dei Santi e presso i Tribunali ecclesiastici del Vicariato di Roma. Ho ricevuto, in data il 16 luglio 2012, la nomina ufficiale a postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Aldo Moro, tramite il nulla obstat di S.E.R., il Cardinale Agostino Vallini, Vicario della Diocesi di Roma, sotto il Pontificato di Papa Benedetto XVI».

 – Come è stato possibile avviare l’iter canonico, che ha consentito ad Aldo Moro di essere candidato agli onori degli altari?

 «ll 21 settembre del 2012 ho consegnato il Supplice Libello, documento ufficiale da cui si evince il fumus del candidato, che è stato accolto dal Presidente del Tribunale Ecclesiastico di competenza della stessa Diocesi, Mons. Gianfranco Bella».

 – Cosa contiene questo documento così importante per l’avvio del Processo di Beatificazione e Canonizzazione?

 «Nel corso degli anni, in qualità di Postulatore Ufficiale, ho raccolto numeroso materiale, presente nel fascicolo del candidato, tra cui testimonianze e postulatorie necessarie per indire l’apertura di un processo di beatificazione e canonizzazione: migliaia di firme, di contributi da parte di centinaia di Vescovi, Cardinali, Ecclesiastici, Religiosi e Personalità di vario genere, di fama nazionale, oltre a 5 libri300 articoli in Italia e su tutte le testate internazionaliunitamente a 300 eventi in tutta Italia, tra Comuni, Università, Diocesi e Luoghi di Culto».

 – La notizia del “Moro Santo” come è stata accolta?

 «La Gazzetta del Mezzogiorno, tramite la stampa internazionale, ha dichiarato e asserito che l’accoglimento del Supplice Libello e l’apertura dell’iter canonico sul Servo di Dio Aldo Moro era stato appreso con grande entusiasmo da tutti i giornali internazionali: il “Moro Santo” ha fatto subito il giro di tutto il mondo».

 – Perché in questi giorni la Senatrice Maria Fida Moro sta chiedendo a Papa Bergoglio di interrompere il processo? Cosa è successo?

 «Nel 2015, contrariamente all’entusiasmo iniziale, sono iniziati i primi tentativi di boicottaggio e di pressioni sull’andamento della Causa, anche da parte di Uomini e Personalità dello Stato tanto che, già dal 30 aprile 2015, io ho chiesto la sospensione dell’iter canonico, poiché era a rischio la serenità della Causa stessaNel 2018, si sono verificati nuovi tentativi di coinvolgimento, perfino di altri postulatori, (come circolava con insistenza il nome di una Avvocato Coppola che molto influente nelle stanze dei Palazzi Pontifici), non incaricati ufficialmente, in particolare la nomina del Padre Domenicano Gianni Festa, avvenuta senza il coinvolgimento della famiglia e, in particolare, della Senatrice Maria Fida Moro, figlia del compianto statista, che nel 2012 aveva dato l’autorizzazione e il beneplacito della famiglia, così come previsto dalle norme vigenti del Dicastero delle Cause dei Santi».

 – La senatrice Moro ha dichiarato: «A me risulta che il Postulatore Legittimo sia Nicola Giampaolo» .Quali sono i suoi rapporti con la Figlia di Moro?

 «La Senatrice Moro ha tutto il mio affettuoso sostegno morale e professionale, di cui già sono stato suo tramite per delle missive personali e private nei  confronti dello stesso Tribunale Ecclesiastico, per le criticità di alcune personalità sulla questione del Processo dell’Iter Canonico, per far sì che sia la senatrice Moro sia il figlio Luca, nipote prediletto del servo di Aldo Moro, vengano sempre informati e tenuti partecipi delle fasi canoniche nel merito in cui la Chiesa è interessata, poiché ritenuti gli attori morali della Causa stessa, ossia coloro che hanno dato il consenso e il permesso per aprire l’iter canonico».

 – Perché Aldo Moro deve continuare a essere ricordato e perché un politico della sua statura, rispettando tutto l’iter canonico, potrà diventare santo?

 «Sono alquanto addolorato su quanto ogni volta accade intorno alla figura di Aldo Moro e per questo motivo richiamo tutti alla serenità affinché ci siano ancora le condizioni per continuare a promuovere la santità e la spiritualità di Aldo Moro, uno statista che ancora oggi, dagli atti ufficiali, che io ho raccolto e consegnato al tribunale di competenza, emerge la grandezza di un uomo, che ancora oggi è ritenuto un modello di vita per il popolo italiano».

 Intervista e Articolo a cura del Prof. Fabio Arduini

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