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Fondi, grande successo per il Convegno pastorale diocesano “On the road”

Don-Luigi-Ciotti

di Fiorella Ialongo

Papa Francesco ha sostanzialmente affermato che uno degli aspetti essenziali della riforma eccelesiale è una Chiesa sinodale, cioè dal basso, che inizia nelle chiese particolari e le mette   in una condizione di ascolto. Si tratta di un dato di estremo interesse perché dal punto di vista della sinodalità la sfida non è quella di far parlare tutti, ma quella di ascoltare.

La riforma ecclesiale dovrebbe partire da questo atteggiamento, lo stesso assunto dal Sommo Pontefice in occasione dei recenti Sinodi.

Questo significa, tra l’altro, che i protagonisti di questo processo di rinnovamento dal basso sono i laici. Quanto affermato è stato il filo conduttore del Convegno pastorale diocesano “On the road. La Chiesa ascolta la strada” che si è tenuto nei locali della Sala Conferenze del MOF a Fondi.

L’evento ha avuto per temi principali l’ascolto del territorio e quello che Papa Francesco ha chiamato una “Chiesa in uscita”, cioè superare il varco del chiuso delle sagrestie per “vivere” i luoghi della quotidianità e percorrere, come Cristo, le strade per incontrare uno ad uno, gli uomini e le donne lungo i loro cammini.

Tra i protagonisti dell’evento vi sono stati don Luigi Ciotti il quale ha avuto l’espressione del viso coriacea come la pelle bruciata dal sole dei marinai, analogamente a Gesù il quale, prima di affrontare la Passione, “indurì il volto”. Le parole del presidente di “Libera” non hanno mai lasciato alcuno spazio a discorsi letterari, sia quando è stato in altra occasione ospite all’ Università Gregoriana del Direttore del Centro Hurtado Padre Sandro Barlone SJ, sia quando è stato relatore al convegno diocesano a Fondi.

La testimonianza di don Ciotti è stata uno spaccato di una lotta dura e difficile per la legalità in cui l’incontro con l’altro avviene dove egli giornalmente vive ed opera. La Chiesa, quindi, incontra fisicamente il destinatario del suo messaggio sulla “strada”, cercando di vivificare un deserto di male fortemente diffuso. Le sue parole sono state taglienti, senza mezze misure, e non avrebbe potuto fare diversamente chi è consapevole del fatto che  la sua vita è appesa ad un filo e che l’illegalità nasce e si sviluppa con piccoli passi che successivamente aumentano di grandezza.

L’altro protagonista della “Chiesa ospedale da campo” è stato don Alfredo Micalusi, direttore della Caritas diocesana di Gaeta,  il quale è stato più cerebrale, introspettivo, ha  pesato e scelto le parole più adatte con cura.

Don Alfredo ha portato il Vangelo in una delle zone più povere dell’Africa, la Guinea, e per questo è stato un testimone efficace e credibile. Questo soprattutto quando ha affrontato i temi in oggetto del convegno con altri qualificati relatori: Rossana Brancaccio, giudice presso la Corte di Appello di Napoli; Lidia Cardi, dirigente scolastico; Angela Carnevale, psicoterapeuta di Fondi, Carlo Tommasino, condirettore dell’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia; i precedenti relatori sono stati moderati dalla giornalista Simona Gionta.

Da sottolineare anche gli interventi dell’Arcivescovo di Gaeta Luigi Vari il quale ha evidenziato la preferenza della location per mettere in luce la cura e l’attenzione che la nostra diocesi pone alle problematiche connesse al mondo del lavoro nell’attuale crisi economica. In altri termini, l’ Arcivescovo di Gaeta ha esplicitato quanto detto da Papa Francesco nell’ Evangelium Gaudium: “la parrocchia …. se è capace di riformarsi e adattarsi costantemente, continuerà ad essere «la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie». Questo suppone che realmente stia in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi. La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione”. Queste parole sono state la stella polare dei laboratori in cui sono stati delineati possibili percorsi di vita cristiana da parte delle numerose realtà ecclesiali del territorio della diocesi presenti tra cui le parrocchie e le Suore Domenicane di Fondi. Infine, si sottolinea l’apprezzamento della visione del corto “La bellezza della strada”.

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