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Fondi, docenti, alunni e genitori contro il dimensionamento scolastico

ite de libero (4)

di Isabella Nardone e Ilaria Monacelli

Il collegio dei docenti e il consiglio d’istituto unitamente a genitori e alunni dell’I.T.E Libero de Libero, hanno reso noto il proprio dissenso riguardo alla delibera emanata dal presidente della Provincia di Latina, Eleonora Della Penna, volta al dimensionamento scolastico per l’anno 2016/2017. Con questa delibera a sorpresa verrebbe decretato l’esodo dei 395 iscritti all’istituto de Libero presso la struttura del Pacinotti che si trova nell’impossibilità strutturale di accogliere i complessivi 771 studenti e gli annessi laboratori. “La nostra obiezione – si legge nella lettera inviata alla Regione Lazio – nasce dal fatto che l’istituto Pacinotti sia pur svuotato delle 11 classi del Liceo delle Scienze applicate, non ha i locali sufficienti ad ospitare le nostre 21 classi (19+ 2 articolazioni) alle quali andrebbero aggiunti anche i nostri 6 laboratori multimediali e i due degli alunni diversamente abili, per un totale di 29 locali”.

I punti fondamentali evidenziati tra le righe della lettera fanno emergere come la soluzione ideale potesse essere l’accorpamento delle classi del liceo classico con quelle dell’istituto de Libero. Sia per la natura simile dei laboratori previsti, sia per il convergente orientamento della propria didattica volto all’apprendimento delle lingue comunitarie e sia per la complementarietà di alcune materie trattate, questa si palesa la soluzione migliore per entrambe le scuole.

Nel corso dell’assemblea d’istituto straordinaria tenutasi lo scorso nove dicembre, hanno rilasciato le loro dichiarazioni a riguardo anche il rappresentate degli studenti Alfredo Canfora e il direttore del giornale d’istituto DeLiberoNews, Alessandro Pannozzo: “difenderemo la nostra scuola e la nostra autonomia. Come prima cosa, abbiamo inviato una lettera alla regione per esporre le nostre perplessità riguardanti questo riordino. Inoltre, stiamo pensando di organizzare una manifestazione in collaborazione con tutte le scuole superiori di Fondi e se a ciò non seguirà una risposta da parte del governo locale, sarà subito organizzata un’occupazione diurna del nostro plesso e tale occupazione continuerà nel tempo fin quando la Regione Lazio non manderà un delegato qui da noi per un confronto”. E ancora: “la nostra scuola non si tocca, primo per i motivi che tutti sapete e che i rappresentanti hanno spiegato poco fa e secondo per una questione di principio. […] è ora che chi ha il potere cominci a fare sacrifici e smetta di chiederli a noi. La nostra istruzione è sacra, non si tocca. Ci sono mille altri sprechi che la provincia e la regione possono limitare per aumentare le entrate. Se il loro scopo è limitare le uscite tagliando sulla scuola, hanno fatto male i conti. Non permetteremo che ciò avvenga”.

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