• Oggi è: martedì, maggio 21, 2019

Ambition is not a dirty word

articolo fiorella

 

di Fiorella Ialongo

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un documento sottoscritto dai Paesi membri dell’ONU che prevede 17 obiettivi da perseguire per il benessere globale fra cui vi è la parità di genere. Tale programma d’azione è indirizzato non solo ai Governi, ma anche ai singoli individui. Questi ultimi, come possono contribuire al perseguimento della finalità enuciata entro i prossimi 15 anni? Una risposta è stata fornita dal Master in Linguaggi del turismo e comunicazione interculturale dell’Università Roma Tre che ha organizzato una gioranta di studi intitolata: “Le donne nel settore del turismo: Ambition is not a dirty word”.

L’evento è stato curato dalla Direttrice del Master in Linguaggi del turismo e comunicazione interculturale Barbara Antonucci e dalla docente della medesima struttura Nicole Cutrufo in collaborazione con Skal International Roma, EBTL, Federalberghi Roma, Lean In Italy. Tra le figure prestigiose in vari ambiti del turismo intervenute come relatrici si ricordano Maria Cristina Selloni, Direttore, Direzione Turismo – Comune di Roma; Chiara Gigliotti, General Manager – Carrani Tours, Giada Iozia, responsabile HR di LDC Hotels; Francesca Sofia, Responsabile gestione qualità, formazione e servizi al lavoro – EBTL; Antonella De Gregorio, Vice Presidente – Federalberghi Roma; Flavia Fontanesi, Director of Operations – MAG Hotels; Maria Criscuolo, Chairwoman & CEO – Triumph Group ed i saluti del Presidente Skal International Roma Antonino Percario. Il focus della manifestazione è stato sull’ambizione  poichè essa è uno degli elementi necessari nella ricerca.

Per capirne appieno il senso si è partiti da una precisazione semantica, ovvero si è posto l’accento sulla parte positiva del termine che è evidente nella lingua inglese, meno in quella italiana. In altre parole, l’ambizione non dovrebbe essere intesa come spinta all’individualismo, all’edonismo, alla competizione esasperata, quanto come elemento di base di promozione dell’autoimprenditorialità, di desiderio di essere apprezzate per le proprie capacità, di raggiungere una meta con tenacia e coraggio, avere una visione da realizzare nella sicurezza di sè, riuscire a superare le difficoltà per sentirsi soddisfatte e realizzate. Cosa sarebbe degli studi accademici, della vita professionale, dello sport, della scienza e di altro senza questa spinta propulsiva? Come chiamare altrimenti la tensione che spinse, ad esempio, ad una scoperta fondamentale Marie Curie? Ella è stata la prima donna a vincere due premi Nobel, ad insegnare alla Sorbona, a scoprire insieme al marito il radio ed il polonio, senza dimenticare che ha dato il proprio nome ad una sua invenzione. Per questo l’ambizione, al pari di analoghe capacità, è come la pianta, che deve essere curata e puntellata per poter produrre frutti buoni, altrimenti rischia di seccare o generare un raccolto non di qualità.

In questa linea è stata incoraggiata l’ambizione degli studenti del Master, per dare impulso alla consapevolezza dei propri talenti, per promuovere un ambiente in grado di nutrire le proprie aspirazioni, per spianare il sentiero  che dovranno percorrere credendo in se stessi. In questa “ricerca della felicità”, per le donne, vi sono soprattutto le difficoltà del conciliare la vita lavorativa con quella familiare. A tal fine le relatrici, pungolate dalle domande calzanti e precise della giornalista Eleonora Fioretti (TGR Lazio), hanno condiviso con i presenti le loro esperienze di vita e professionali, illustrando differenti vedute, stimolando self-confidence, suggerendo role model nell’ottica del give back. Quest’ultimo termine rimanda alla responsabilità sociale d’impresa, ad un business non rampante ma che mira al benessere collettivo, al dare quanto ricevuto per attivare un circolo virtuoso, al fare affari con un’attenzione agli aspetti umani dei dipendenti ed allo sviluppo del contesto in cui opera l’impresa.

Nel complesso, tutte le relatrici hanno sottolineato il fatto che il prezzo da pagare per le donne che vogliono arrivare in alto può essere alto, per questo è importante il messaggio che si è cercato di trasmettere nel corso dalla giornata di studi. E’ poco producente farsi schermo di freni e di finta modestia, meglio lasciarsi guidare da un suggerimento scritto su una nota marca di borsette: “punta alla luna, male che vada avrai camminato tra le stelle”. Al termine della manifestazione vi è stata un’originale ed audace incursione nella poesia moderna e conteporanea sui ruoli di genere organizzata da Tiziana Camerani, Pietro Pace e dalla Prof.ssa Barbara Antonucci dal titolo “Non sono nata per fare la tua costola”.

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