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Impianto di mitilicoltura, “Fare Verde” per un fronte comune a difesa del mare fondano

Sit-in Capratica 06.09.2017
Nel pomeriggio di Mercoledì 6 Settembre, l’Associazione “Fare Verde” si è ritrovata con decine di Cittadini sulla Spiaggia di Capratica, alla presenza tra l’altro dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Fondi, Roberta Muccitelli, del Presidente dell’Associazione “Pro Capratica”, Giuseppe Calabrese e dell’esponente di “Legambiente”, Gino Paparello.
Al centro del breve sit-in sulla sabbia,  la questione relativa all’allevamento di mitilicoltura autorizzato dalla Regione Lazio e che dovrebbe sorgere proprio in corrispondenza del litorale fondano.
Questo il testo della Lettera aperta di “Fare Verde”, consegnata ai presenti e che nei prossimi giorni verrà inviata a Comune di Fondi, Regione Lazio, Provincia di Latina, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare, Associazioni Ambientaliste del territorio e Comunità dell’intero comprensorio.
                    

“L’unità di intenti emersa nelle ultime settimane ci fa ben sperare e auspichiamo possa essere l’alba di un nuovo modo di intendere la difesa della natura, che veda sempre fianco a fianco i Cittadini e le Istituzioni, le Associazioni e gli Enti Locali. Una coscienza civica che tenga distante qualunque tentativo di strumentalizzazione politico-partitica e guardi al proprio territorio esclusivamente come una gemma preziosa da coccolare e custodire.

È questo lo spirito giusto, a nostro parere, è questo il sentiero che chiediamo di intraprendere, non solo sulla delicata questione che vede anche noi di “Fare Verde” convintamente schierati contro il posizionamento di un impianto di mitilicoltura per l’allevamento di cozze sul litorale di Fondi. Siamo concordi con l’Amministrazione Comunale nel presentare ricorso al Tar contro l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Lazio, nello specifico dalla Direzione Agricoltura, alla concessione di uno specchio acqueo antistante il territorio comunale per un vasto allevamento di mitili. Di certo, il parere negativo circa questa operazione sta trovando concordi un po’ tutti in Città e nell’intero comprensorio, e sulla scia di questa condivisione popolare e istituzionale vogliamo invitare gli organi preposti a valutare scrupolosamente tutti i diversi aspetti, turistici, economici ma soprattutto ambientali, che potrebbero risultare a nostro parere gravemente danneggiati dal maxi allevamento intensivo di mitili proprio di fronte alle spiagge fondane.

Come già avvenuto in altre località, anche prossime alla nostra Città, proponiamo di investire della questione importanti Università italiane, ASL, Ministero, per ottenere un parere tecnico sull’impatto che l’impianto potrebbe avere sulla salubrità dell’acqua, disponendo inoltre l’intervento di esperti di biologia e di ecosistemi marini per studiare i danni che esso potrebbe procurare alla fauna ittica e ai fondali. Crediamo, infatti, che, a prescindere dagli interessi legittimi, assolutamente legittimi, legati al settore turistico, in questo momento la priorità sia difendere la natura delle cose, il nostro mare ed il suo ecosistema. Per questo siamo pronti a sostenere iniziative di protesta e promuovere una Petizione Popolare, perché il tema è molto sentito dalla Comunità, che attraverso i social sta esprimendo preoccupazione per le ricadute ambientali e sulla qualità delle acque di balneazione interessate.

La Società “Mitilflegrea” di Bacoli (Napoli) è lo stesso soggetto che ha già ottenuto concessioni tra Porto Badino e Foce Sisto in quel di Terracina, e prima ancora a Scauri nell’area di Monte d’Oro. Le Comunità di Minturno-Scauri e Terracina hanno dimostrato gran compattezza ed i procedimenti relativi a quei territori sono attualmente “congelati”. Abbiamo il dovere anche noi a Fondi di fare di tutto per difendere il nostro territorio.

L’area di oltre 305mila metri quadrati, tra Sperlonga e Fondi, tra il Lago Lungo e Capratica, a ridosso della Duna che rientra tra i Siti di Interesse Comunitario, vogliamo continuare a viverla e osservarla così com’è. Un’area immensa, come ha sottolineato già più di qualcuno, di dimensioni pari ad oltre quarantatre campi di calcio, che potrebbe essere vittima di uno scempio che non produrrà alcun vantaggio neanche sul piano occupazionale. Andiamo incontro a danni irreparabili sul piano ambientale, turistico e della qualità delle acque del mare, che rappresentano il perno dello sviluppo di un territorio come il nostro, e pesantissime sarebbero le ripercussioni socio-economiche, assolutamente negative per ogni categoria”.

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